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Novità del DL 138/2011 convertito (relazione Cassazione n. III/30/2011)
La Relazione III/30/2011 della Corte di Cassazione (Ufficio del Massimario), nel fornire una prima analisi delle modifiche al sistema penale tributario poste in essere dal DL 138/2011 convertito, solleva perplessità su talune modifiche.
In particolare:
- l'esclusione della sospensione condizionale della pena quando, congiuntamente, l'imposta evasa supera i tre milioni di euro ed il 30% del fatturato (nuovo art. 12 co. 2-bis del DLgs. 74/2000) pone difficoltà operative nel caso di reati commessi da contribuenti che non sono soggetti IVA ovvero quando risulti omessa la presentazione della dichiarazione ai fini IVA (in tali ipotesi, infatti, non è possibile operare alcun riferimento al volume d'affari per il calcolo del 30%);
- l'impossibilità di accedere al patteggiamento in assenza di estinzione del debito tributario (nuovo art. 13 co. 2-bis del DLgs. 74/2000), da un lato, è incompatibile con le fattispecie prive di debiti tributari (ad esempio, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di documenti contabili), dall'altro, potrebbe tradursi in un minore accesso al rito alternativo determinando un aumento del numero dei processi, anche in relazione alla riduzione delle soglie di punibilità. Occorre, inoltre, considerare le obiettive difficoltà di estinzione del debito tributario alla luce del sempre più frequente ricorso al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente.

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