Avviso agli Utenti

Gentile visitatore,

il nostro sito si sta rinnovando per permetterti di avere un'esperienza di navigazione più moderna e rendere maggiormente fruibili i contenuti presenti sul portale.
Per qualche giorno il sito subirà dei piccoli disservizi a causa della migrazione del database e di altri dati.
Ti ringraziamo per la pazienza.

Il Team di Soluzioni Fiscali.info

Reato di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di revisione - Esclusione della responsabilità parapenale (Cass. 22.9.2011 n. 34476)
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nella sentenza 22.9.2011 n. 34476, hanno precisato che il falso nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di revisione non determina più la responsabilità amministrativa della società medesima ex DLgs. 231/2001. Il DLgs. 39/2010, infatti, nell'abrogare e riformulare il contenuto precettivo dell'art. 174-bis del DLgs. 58/98 (falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di revisione), non ha influenzato in alcun modo la disciplina propria della responsabilità amministrativa da reato dettata dall'art. 25-ter del DLgs. 231/2001, poiché le relative fattispecie non sono richiamate da questo testo normativo e non possono conseguentemente costituire fondamento di siffatta responsabilità.
Le Sezioni Unite sottolineano come la fattispecie in concreto contestata sia quella di cui all'art. 147-bis del DLgs. 58/98; disposizione che è da ritenere del tutto estranea al meccanismo attributivo della responsabilità amministrativa ex DLgs. 231/2001, non facendo parte del codice civile, cui si riferisce l'art. 25-ter del DLgs. 231/2001, e non essendo mai stata annoverata tra i reati-presupposto della responsabilità in questione. A fronte di ciò non assume alcun interesse segnalare la possibile continuità normativa tra l'art. 2624 c.c. e l'attuale testo introdotto dalla riforma della revisione legale, dal momento che la disposizione codicistica è stata espressamente abrogata, divenendo incapace di integrare l'art. 25-ter del DLgs. 231/2001 e, quindi, la relativa responsabilità. Per le medesime ragioni è inefficace il tentativo di collegare l'art. 174-bis del DLgs. 58/98 alla nuova figura dettata dall'art. 27 del DLgs. 39/2010, configurando la prima come circostanza attenuante.
Alla base di tali conclusioni, peraltro, si pongono novità adottate nel contesto di un esteso riordino normativo per il quale non è dato percepire, nell'ambito del vaglio di legittimità spettante al giudice ordinario, alcuno scompenso valutabile in termini di irragionevolezza, residuando, invece, una scelta politica, contrassegnata dalla discrezionalità ed esente da possibili scrutini in sede di legittimità.

Login Entra nell'Area Riservata

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Soluzioni Fiscali per restare sempre aggiornato sulle ultime novità!

Who's Online

 14 visitatori online

Forum

Links Utili