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Concessione di beni in godimento a soci o familiari dell'imprenditore - Ddl di conversione del DL 138/2011 - Maxiemendamento del Governo
Viene confermato che con il maxiemendamento alla manovra di Ferragosto, passato con voto favorevole dal Senato alla Camera per l'approvazione finale, in capo a soggetti che utilizzano beni in godimento:
- si tassa come reddito diverso la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell'impresa a soci o familiari dell'imprenditore. La manovra inserisce, infatti, la lett. h-ter) nel co. 1 dell'art. 67 del TUIR introducendo una nuova categoria di redditi diversi;
- i costi relativi ai beni concessi in godimento non sono, in ogni caso, ammessi in deduzione dal reddito imponibile delle società o dell'imprenditore.
È previsto poi che l'impresa concedente ovvero il socio o il familiare dell'imprenditore comunicano all'Agenzia delle Entrate i dati concernenti i beni concessi in godimento. L'omissione della comunicazione, o la trasmissione della stessa con dati incompleti o non veritieri, comporta l'applicazione, in solido, della sanzione amministrativa pari al 30% della differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell'impresa.
In merito, si osserva che la comunicazione in argomento rappresenta un obbligo per i contribuenti.

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