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Natura - Estensione - Facoltà di estrarre copia a proprie spese (Trib. S. Maria Capua Vetere 10.6.2011)
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nell'ordinanza del 10.6.2011, ha stabilito che:
- l'art. 2476 co. 2 c.c. attribuisce al socio non amministratore di SRL un diritto potestativo di controllo che si esplica nel potere di chiedere in visione i libri sociali e tutta la documentazione afferente alla gestione, a cui la società può opporre esclusivamente l'assenza della titolarità del diritto del richiedente;
- tale diritto comprende la possibilità di estrarre copia della documentazione a proprie spese (analogamente, App. Milano 13.2.2008, Trib. Roma 16.1.2008 e Trib. Roma 4.12.2007; contra, tra le altre, Trib. Chieti 31 maggio 2005 e Trib. Milano 30.11.2004) e deve esplicarsi senza abusi ovvero senza che le prerogative riconosciute dalla legge degenerino in comportamenti lesivi per la società, che è tenuta ad esibire al socio (o ad un professionista di sua fiducia) quanto richiesto nel luogo in cui la documentazione è custodita e negli orari di lavoro (cfr. anche Trib. Napoli 9.11.2005 e Trib. Milano 30.11.2004);
- il ricorso al provvedimento cautelare per assicurarsi il diritto in questione può fondarsi sull'ingiustificato procrastinarsi dello stesso. Il ritardo del relativo esercizio, infatti, lede direttamente il diritto di controllo del socio sull'amministrazione della società, nonché i poteri ad esso connessi, sia all'interno della società che attraverso azioni giudiziarie;
- il diritto in questione non può avere una connotazione esclusivamente patrimoniale, dal momento che il danno, una volta verificatosi, risulta irreparabile

Reti di imprese - Modalità di iscrizione all'Anagrafe tributaria (ris. Agenzia Entrate 30.6.2011 n. 70)
La ris. Agenzia delle Entrate 30.6.2011 n. 70 precisa che, dietro specifica istanza da parte delle imprese partecipanti, la rete di imprese, fermo restando l'esclusione di soggettività tributaria, può essere identificata con un codice fiscale.
A tale fine, è sufficiente presentare il Modello AA5 - "Domanda di attribuzione del codice fiscale, comunicazione variazione dati, avvenuta fusione, trasformazione, estinzione (soggetti diversi dalle persone fisiche)" a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate.
Tale modello va compilato tenendo presente che la denominazione di ciascun campo può anche non corrispondere ai nomenclatori del "contratto di rete"; il documento di prassi chiarisce, tra l'altro, che si ritiene corretto indicare, come data di costituzione, la data di esecuzione dell'ultima delle iscrizioni nel Registro delle imprese a carico di chi ne è stato sottoscrittore originario e, come denominazione, la locuzione "Rete di imprese", seguita dalla descrizione identificativa della rete.
Inoltre, per dare evidenza, in Anagrafe tributaria, della particolare iscrizione, viene istituito il codice "59 - Rete di imprese", da utilizzare per l'indicazione della natura giuridica.
La risoluzione non si pronuncia, invece, sull'eventuale attribuzione alla rete di una partita IVA. L'affermazione secondo cui la rete non ha soggettività tributaria sembrerebbe assumere nel contesto della risoluzione stessa una valenza generale, sicché la partita IVA non sarebbe necessaria.

Bozza di manovra correttiva - Inasprimento delle sanzioni per la finta congruità e coerenza
La "manovra correttiva" approvata dal Governo il 30.6.2011 inasprisce sotto diversi profili le sanzioni in materia di studi di settore. Nello specifico, viene previsto quanto segue:
- in caso di omessa presentazione del modello di comunicazione dei dati rilevanti si applica la sanzione, di cui all'art. 8 del DLgs. 471/97, in misura massima;
- in caso di infedele dichiarazione in materia di imposte dirette, IVA e IRAP, sono incrementate del 50% le misure minime e massime delle sanzioni;
- nei casi di omessa o infedele dichiarazione dei dati rilevanti oppure quando vengano riscontrate cause di inapplicabilità o di esclusione dagli studi di settore insussistenti, è possibile procedere mediante un accertamento "induttivo" puro, di cui al co. 2 dell'art. 39 del DPR 600/73, con facoltà di disattendere anche completamente il contenuto delle scritture contabili, a condizione che il maggior reddito d'impresa ovvero di arte o professione, accertato a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, risulti superiore al 10% del reddito d'impresa o di lavoro autonomo dichiarato;
- abrogazione del penultimo periodo dell'art. 10 co. 4-bis della L. 146/98, il che consente all'Amministrazione finanziaria di procedere ad accertamenti di tipo presuntivo in materia di imposte dirette ed IVA nei confronti dei soggetti congrui e coerenti senza obbligo di motivare le ragioni che inducono a disattendere le risultanze degli studi di settore in quanto inadeguate a stimare correttamente il volume di ricavi o compensi.

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